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Obiettivi del Centro per Disturbi del Comportamento Alimentare


1. Creare consapevolezza ed informare maggiormente la popolazione dell’Alto Adige sui disturbi alimentari 

2. Prevenire l’insorgere di disturbi alimentari
 
3. Promuovere il lavoro di rete 

4. Offrire sostegno e consulenza alle persone colpite dai disturbi, ai loro familiari, amici e conoscenti 

5. Potenziare l’autoaiuto 

6. Agire contro le ricadute
 

I disturbi alimentari

Dei disturbi alimentari fanno parte secondo il DSM IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il “Binge Eating Disorder”. L’infes si occupa inoltre dei disturbi alimentari latenti e dell’obesità.

Anche se il cosiddetto “over-eating“ e l’“ortoressia nervosa“, cioè la mania di nutrirsi esclusivamente con alimenti ”sani“, secondo i criteri diagnostici del “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali“ dell’Associazione Psichiatri Americani non possono ancora essere classificati come malattie psichiatriche, prestiamo la nostra attenzione di esperti anche a queste forme di disturbi.
 

Il nostro metodo di lavoro

L’infes lavora sia nei diversi ambiti della prevenzione, sia nell’ambito della consulenza psicosociale e dell’assistenza alle persone colpite da disturbi alimentari.

La prevenzione universale ha il compito di prevenire l’insorgere di comportamenti alimentari problematici; si rivolge alla popolazione in generale e alla comunità nel suo insieme.

L’obiettivo sul piano individuale è quello di trasmettere ad ogni persona esperienze, conoscenze e risorse, per prevenire o agire contro un comportamento alimentare disturbato.
Sul piano generale, l’obiettivo è quello di offrire misure che possano condizionare positivamente fattori quali l’ambiente circostante, le leggi, le condizioni di vita e di lavoro, per ridurre gli influssi negativi e potenziare quelli positivi.

La prevenzione selettiva consiste per definizione in misure adeguate che si rivolgono a gruppi target precisi, cioè a determinati individui o gruppi che sono esposti ad un rischio alto e per questo corrono il pericolo di sviluppare comportamenti alimentari problematici.
L’obiettivo è quello di rendere possibile, mediante un lavoro incentrato sull’informazione e la relazione, la presa di coscienza più tempestiva possibile di un comportamento alimentare problematico e, nel caso di un disturbo già presente, di accorciare i tempi d’attesa della terapia e fare in modo che le possibilità di trattamento siano tempestive ed efficaci.

La prevenzione indicata si rivolge a persone in cui il fenomeno ha già caratteristiche patologiche, e avviene mediante consulenze personali, l’invio a servizi specialistici e a strutture terapeutiche.
Infes